PRIMA STAGIONE

DOVE PARLIAMO DI VIAGGI, BRUTALISMO, CHERNOBYL, CIBO, CONFINI, LINGUE, TRADIZIONI E DITTATORI


01. UN NUOVO EST?

Nel primo episodio di Cemento parliamo dell’origine del concetto di Nuovo Est, termine che ha cominciato a circolare negli ultimi anni su pubblicazioni inglesi come il Calvert Journal o il Guardian, ridefinendo il nostro modo di osservare l’estetica dei paesi dell’ex blocco sovietico. Cerchiamo di capire la nostra curiosità verso i paesi post-socialisti dell’Est, ma anche l’attenzione che i media occidentali stanno dando a una cultura fino ad oggi associata al fallimento di un’utopia. È possibile che il brutto stia diventando bello? Se sì, quando è che il brutto è diventato brutto?


02. VIAGGI BRUTALI

Quale miglior modo di cominciare Dicembre ed entrare nello spirito natalizio se non con una buona dose di brutalismo? Nella seconda puntata di Cemento abbiamo parlato di architettura, di fotografia e del rinnovato interesse per l’estetica modernista che associamo alle città sovietiche. Dopo aver visto come con il termine “Nuovo Est” alcune organizzazioni culturali stiano cercando di aggiornare l’immagine dei paesi dell’ex blocco orientale, ci siamo chiesti da cosa derivi l’attenzione per qualcosa di nuovo ha ben poco: gli edifici di cemento del dopoguerra.


03. VACANZE A CHERNOBYL

Nella terza puntata di Cemento parliamo dell’aumento di turisti nella zona di alienazione di Chernobyl in seguito alla serie prodotta da HBO, trasmessa pochi mesi fa.  Spieghiamo come funziona una visita a Chernobyl, chiedendoci se sia etico o meno visitare luoghi legati a eventi tragici.


04. ALL YOU NEED IS PLOV

In questo quarto episodio di Cemento, per mantenere il tenore calorico raggiunto durante le feste, parliamo di cultura culinaria sovietica. Nota, da noi, per tantissime storie incredibili, assurde, leggendarie e quasi mai per le sue prelibatezze. Vi raccontiamo dell’origine della Stolovaya, ma anche di Champagne Sovietico e, ovviamente, vodka.


05. TRANSOVIETICA

Un viaggio che taglia l’Eurasia senza prendere aerei: nella quinta puntata di Cemento parliamo di itinerari terrestri, confini contesi e frontiere più o meno penetrabili. Dall’Asia Centrale al Caucaso, attraverso storie di nazioni nate dopo il crollo dell’Unione Sovietica.


06. DITTATORI

Che ci piaccia o meno, viaggiando si inciampa in figure politiche del presente o del passato che si sono distinte per atrocità, vanità, grandi riforme o scelte spietate pur di mantenere il potere. Molti di questi personaggi sono morti da decenni, ma la loro presenza è così ingombrante che sembrano non siano morti mai.

È per questo che oggi vi parliamo di dittature e dittatori. Raccontare un dittatore senza scadere nel banale è difficilissimo e questa volta abbiamo chiesto aiuto a due specialisti. Nella puntata sentirete una ricchissima intervista registrata da quattro città europee diverse (Milano-Napoli-Amsterdam-Mosca) a Guido Carpi, ordinario di letteratura russa all’Orientale di Napoli, e Virginia Pili, ricercatrice, autori di “Stalin – Il Minotauro e la Cipolla”.


07. PAESE CHE VAI, KOK BORU CHE TROVI

Uno dei rischi più grandi nel parlare di Est è quello di accorpare le tante culture che si esprimono su questo vasto territorio sotto l’etichetta di “post-sovietico” o “nuovo est”, come se fossero intercambiabili. Tradizioni, usanze e costumi legati alle infinite minoranze che occupano l’ex blocco orientale nascondono storie che vale la pena esplorare, sia per avvicinarsi ai popoli che convivono nella regione che per interpretare la crescita di sentimenti nazionalisti visibile in anni recenti.


08. LA MONTAGNA DELLE LINGUE

C’è una componente dei viaggi di cui ancora non vi abbiamo parlato, ma da cui nessuno può sottrarsi, mai: la lingua. Che sia gesticolare come un forsennato con i camionisti tagichi, confondere i bigliettini con su gli ideogrammi con cui ti hanno scritto “bagno”, “stazione”, “senza carne” o ascoltare monologhi di ore in russo di una babushka russa in cerca di compagnia – in viaggio tutto è lingua, ed è impossibile non comunicare. 

Vi raccontiamo di lingue scritte e parlate insieme al traduttore Francesco Peri e cerchiamo di capire come muoversi attraverso gli intricati alfabeti caucasici.


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